AR Financial Planning S.r.l. Società di Consulenza Finanziaria Roberto Anselmini
AR Financial Planning S.r.l. Società di Consulenza Finanziaria                                                              Roberto Anselmini 

Le sei fasi della pianificazione

Il processo di pianificazione finanziaria si svolge in sei fasi:


1. Definire e stabilire la relazione cliente/consulente
Questo avviene mediante un mandato scritto che contiene i punti principali della collaborazione, responsabilità e pagamento.

2. Raccogliere i dati, e soprattutto definire gli obiettivi finanziari e di vita
Questa è indubbiamente la fase più delicata di tutto il processo, in quanto il consulente non solo viene a sapere tutte le posizioni reddituali e patrimoniali attuali e future del cliente, ovunque esse siano ubicate (*), ma cerca anche di identificare insieme con il cliente i veri obiettivi personali di vita che si trasformano in obiettivi finanziari. L’esperienza insegna, che soprattutto in questa fase il cliente ha bisogno di aiuto per arrivare a una situazione chiara e completa. 

3. Analizzare e valutare lo „stato finanziario“ del cliente/consumatore
La situazione attuale è coerente con gli obiettivi dichiarati ed il profilo di rischio rilevato?
Gli strumenti finanziari impiegati sono efficienti?
Analisi del flusso di cassa attuale e stima di quello futuro.
Analisi e ottimizzazione dell’indebitamento, delle coperture assicurative, della posizione previdenziale pubblica e privata, della posizione fiscale e successoria.

4. Sviluppare e presentare le raccomandazioni di pianificazione finanziaria ed un piano di lavoro
In questa fase è molto importante che il consulente si soffermi insieme al cliente su ciascuna delle raccomandazioni, in modo che il cliente comprenda i punti critici della situazione corrente e il perché di eventuali cambiamenti. Soltanto in questo modo il cliente è in grado di prendere decisioni informate e consapevoli. 

5. Concretizzare il piano di lavoro e le raccomandazioni
Questa fase di operatività può essere svolta da sola da parte del cliente, oppure utilizzando il consulente come “coach” che lo affianca in tutte o in alcune operazioni. Il consulente potrebbe assumere in questa fase anche il ruolo di coordinatore delle relazioni tra il cliente ed altri professionisti (commercialisti, avvocati, promotori, bankers, …) coinvolti nella pianificazione e aventi compiti specifici.

6. Monitorare le raccomandazioni
Il consulente controlla se il piano di lavoro è stato svolto nei tempi e nei termini definiti precedentemente. Dato che la pianificazione finanziaria è un processo dinamico, il consulente proporrà aggiustamenti delle raccomandazioni dovuti a eventuali cambiamenti degli obiettivi, della vita e del profilo di rischio del cliente o del mercato. In questa fase si torna in sostanza ”alle origini” del processo di pianificazione finanziaria, ripartendo alla fase 2.

 

(*) Il pianificatore indipendente si trova in una posizione privilegiata rispetto a quella di un pianificatore „dipendente“ da una banca, in quanto il cliente che detiene posizioni presso diversi intermediari (banche e assicurazioni) potrebbe avere maggiori resistenze a fornire informazioni al pianificatore „dipendente“ di un intermediario che ad una persona „terza“ (pianificatore indipendente). Il cliente normalmente non è molto disposto a raccontare alla propria banca, quali altri patrimoni esso possiede!

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